CHIEDIAMOCI SE, DAVVERO, VOGLIAMO PREPARARE BUONE ELEZIONI

Papa Francesco ai politici: "Siate martiri"

CHIEDIAMOCI SE, DAVVERO, VOGLIAMO PREPARARE BUONE ELEZIONI

La Dottrina Sociale della Chiesa definisce la politica quale “nobile forma di carità”.

 Tutti i Pontefici, dal Concilio Vaticano II in poi, sempre più a gran voce sollecitano ciascun cristiano ad impegnarsi personalmente nella politica, dice Francesco, con la P maiuscola.

 Nel discorso alla cittadinanza di Cesena, lo scorso 1° Ottobre, il Papa ha espresso la Sua formula per la buona riuscita dell’attività politica. “Il politico – dice - deve essere un po' martire al servizio perchè lascia le proprie idee ma non le abbandona, le mette in discussione con tutti per andare verso il bene comune".

 Non è solo un principio su cui fondare il benessere sociale di uno Stato cristiano; lo stesso principio dovrebbe fondare anche uno Stato laico. Parliamo infatti di "res publica", cioè di una “cosa” che riguarda i cittadini, tutti. C’è uno Stato da governare, ci sono problemi complessi da risolvere, famiglie da salvare, nel senso della sopravvivenza come nucleo ma a volte anche finanziariamente se non addirittura fisicamente, persone da riabilitare, sia nella propria capacità lavorativa, perciò produttiva, quindi nei riguardi dei propri figli, in definitiva nella propria integrale dignità umana.

 E’ ormai indispensabile riformulare i termini di questa nostra attuale “res publica”. Verso la quarta? Assolutamente si, sembra necessario. Urge la ricostruzione di una “res” davvero fondata su concezioni più concrete ed attuali antropologiche e sociologiche, incastonate in uno Stato di diritto certamente più efficiente ed equo di quanto lo sia oggi. Certamente è necessaria una riforma anche della magistratura, ma principalmente si vede opportuno un rinnovamento delle leggi mediante semplificazioni che rendano inequivocabile la norma. Codici sfoltiti e snelliti dei “grecismi”, articolazioni eccessivamente complesse di ciascuna norma, che non giovano alla scorrevolezza della vita pubblica ed alla salvaguardia del diritto privato.

 I temi della campagna elettorale, su cui i partiti politici si confronteranno, riguarderanno certamente tutti i noti aspetti della nostra quotidianità, ma la risultante di tutte le forze dovrebbe non subire una riduzione di potenza ed efficacia dovuta alle strattonate causate dalle differenti direzioni delle singole forze politiche, bensì, viceversa, avvalersi  e godere di un potenziamento sinergico frutto del concorso di tutte le forze politiche, coese verso il superamento di questa impasse economica, finanziaria, istituzionale, culturale, in definitiva direi proprio ontologica in cui la nostra amatissima Italia è stata fatta precipitare dai governi degli ultimi venticinque anni che non l’hanno certamente protetta da venti e correnti di globalizzazione negativa.

 Papa Francesco ha invitato ciascuno di noi ad essere “martire”, cioé a sacrificare un po' del proprio interesse, di parte, in funzione dell’armonizzazione delle opinioni e degli interessi, comuni a tutti, in un’unica forza propulsiva di un cambiamento sostanziale e positivo della nostra società.

 Le elezioni italiane potrebbero essere un esempio per l’UE, di cui siamo parte integrante, e per il resto del mondo, che ci osserva, esempio di capacità di coesione, di risoluzione e di coraggio nelle scelte, da parte sia dei singoli che dei partiti, per rigenerare il nostro Stato in una forma attiva, a cui consegue la buona sostanza fattiva, maggiormente risolutiva delle necessità del cittadino singolo, della famiglia, dei gruppi di lavoro, dei gruppi sociali.

 Vogliamo, davvero, preparare in questo senso, con abnegazione ed amore per il prossimo, noi stessi ed i nostri partiti  alle prossime elezioni, per ottenere uno Stato migliore e più “nostro”? Uno Stato che sia, si, per tutti, ma, questa volta, dalla parte di tutti.

Lucrezia Cutrufo

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