Nobel per l'economia a Richard H. Thaler

Nobel per l'economia a Richard H. Thaler

Il contributo del premio Nobel per l'economia 2017 va nella direzione di una critica radicale alla teoria neoclassica della finanza e alla apologia della razionalità assoluta. Thaler affonda le sue radici nella psicologia comportamentale e spiega come i processi decisionali del singolo non siano fondati esclusivamente su parametri razionali ma coinvolgano anche la sfera emotiva e comunque  della razionalità limitata. Mi sembra che tale novità sia necessaria alla luce dei continui fallimenti previsionali e modellistici della teoria neoclassica standard.
Obiettivamente, pochi oggi possono pensare che l'uomo sia completamente padrone del suo destino e viva in un mondo perfettamente razionale e completamente informato (come ad esempio voleva Nash). Si spera vivamente che la teoria economica e in particolare finanziaria abbandoni definitivamente e, direi, finalmente, retaggi razionalistici settecenteschi per approdare ad una economia meno modellistica e più "psicologica". Di "economia emotiva" si parlava anche qualche tempo fa ma senza prenderla realmente sul serio: questo è il primo riconoscimento formale ad una branca della teoria delle preferenze e comportamentale che, spero vivamente, sia solo l'inizio di una lunga serie.
Affidare i comportamenti umani e le loro previsioni a modelli matematici, reti neurali, sistemi algoritmici e quant'altro va contro l'essenza stessa dell'economia nata come branca della filosofia e quindi con salde radici negli studi umanistici
Forse sarebbe il caso di rimettere l'economia e la finanza al loro posto, e cioè nell'ambito delle scienze sociali. Sarebbe il caso di far molto più riferimento alla sociologia e a Max Weber piuttosto che alla matematica e a Nash e a Von Neumann.

Eugenio Di Prima

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