– DISCONNETTIAMO IL BULLISMO

Un progetto dei Giovani di CRI Roma 5

– DISCONNETTIAMO IL BULLISMO

Una foto scattata al momento sbagliato, un commento fuori luogo su facebook, un hashtag offensivo, e i compagni di classe che iniziano a prenderti in giro… “ciccione!” “cretino” ecc. rimbombano nella tua testa e tu, solo contro tutti, cominci a pensare che forse te lo meriti, che magari hanno ragione e che non vali niente. Uno scenario che sembra ridicolo per quanto paradossale, eppure, nelle nostre scuole, ogni giorno qualche studente viene così deriso e BULLIZZATO. E dalle scritte nei bagni alle offese che cominciano a viaggiare sui social, rendendo questo fenomeno incontenibile. Non possiamo controllare ogni giorno i post dei nostri figli o dei nostri studenti, non possiamo togliere loro la libertà di espressione, ma possiamo EDUCARLI al rispetto del prossimo.  Grazie ai social oggi è arrivata una nuova e pericolosa tendenza, quella del cyberbullismo. Il Presidente Brunto Scarpellini del comitato V municipio della Croce Rossa Italiana ha dato vita d un nuovo progetto: hashtag contro il bullismo: #DIB – Disconnettiamo il bullismo. Questo il progetto che Sap e CRI Roma 5 hanno portato avanti in 6 scuole nel 5° Municipio, coinvolgendo oltre 700 studenti, 120 docenti e 60 genitori in 6 scuole tra medie e superiori, chiamando a raccolta ragazzi tra i 12 e i 15 anni. L’iniziativa ha visto impegnate le psicologhe del Servizio Psicosociale della Croce Rossa Italiana, 24 volontari under 32 della CRI, i volontari Sap e alcuni docenti universitari esperti in materia. Straordinario progetto nato dalle menti dei nostri Giovani che, guidati da Angelica Colagrossi, hanno voluto diffondere la conoscenza di questi fatti, educare alla pacifica convivenza e creare un terreno fertile per disseminare la tolleranza e il rispetto della diversità. Le attività sono state svolte presso le scuole di appartenenza dei ragazzi, con la partecipazione degli insegnanti e durante l’orario scolastico: i giovani volontari della Croce Rossa hanno coinvolto gli studenti con azioni basate sul concetto di “peer education”, in cui vi è un diretto passaggio delle competenze e delle nozioni educative, attraverso riunioni, visioni di video, dibattiti, attività in piccoli gruppi e raccolta di “pensieri per gli adulti”, in cui gli alunni hanno potuto dire “anonimamente” la propria. I docenti sono stati coinvolti a monte, attraverso un’informativa sulle tematiche e la descrizione delle attività di progetto con i ragazzi, mentre i genitori  sono stati coinvolti “a valle” attraverso l’informativa e mostrando loro i risultati, rendendoli così partecipi al bilancio complessivo del progetto.

Federica Romeo

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