Ultimatum Atacrack

Tempi stretti per Atac

Ultimatum Atacrack

“Tutte le strade portano a Roma”. Eppure il servizio pubblico dei mezzi di queste strade rischia di non vedere più lo “storico” nome Atac. La partecipata della Capitale ha ricevuto un ultimatum: l’azienda, sulla quale grava un debito da 1,3 miliardi, se non stipulerà entro maggio 2018 una polizza fideiussoria di circa 10 milioni di euro per garantire il servizio pubblico dei trasporti, rischia di essere cancellata dal Registro delle impese.

Il Ministero dei Trasporti, dopo aver concesso a Roma sei mesi per trovare una banca o una compagnia assicurativa disponibile a fare da garante e visto l’attuale insuccesso dell’ operazione di “ricerca”, ha avviato formalmente la procedura di revoca della concessione del trasporto pubblico a Roma. L’azienda deve mettere in regola la sua posizione entro il 30 maggio, giorno in cui il Tribunale fallimentare dovrebbe esprimere il suo parere definitivo. L’assessora capitolina alla Mobilità Linda Meleo ha assicurato che “il servizio di bus e metro andrà avanti e Atac non fallirà”.

Sebbene l’assessora dimostri un atteggiamento positivo, il tempo è tiranno e a noi non resta che aspettare.

Marco Liberati

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