Tor Sapienza sgomberate famiglie dopo il censimento

Tor Sapienza sgomberate famiglie dopo il censimento

Siamo stati svegliati dalla polizia locale. Meno di un’ora per uscire dalle nostre case, nessuno di noi era stato avvisato. Vestiti, mobili, medicine: è ancora tutto dentro e non possiamo nemmeno andare a prenderle”. Chi parla è una signora che abitava negli scantinati degli edifici centrali delle case popolari di viale Morandi, a Tor Sapienza, dove giovedì mattina 40 agenti della polizia locale sono intervenuti per un censimento dei presenti.

Tutto ciò avviene dopo alcuni giorni dall’incontro svoltosi pochi giorni prima nel centro anziani dove si è un’assemblea con l’assessore all’Urbanistica regionale, Massimiliano Valeriani, e con il direttore generale di Ater, Andrea Napoletano. Un appuntamento convocato per illustrare il piano di manutenzione da 25 milioni di euro, che prevede, da qui ai prossimi anni, l’abbattimento della cosiddetta ‘stecca centrale’ da anni occupata abusivamente. Costruzioni nate per essere destinate a negozi e servizi ma ben presto occupate e trasformate in abitazioni.

Giovedì scorso una squadra di 40 agenti della polizia locale ha bussato a tutte le porte per registrare i presenti. Negli scantinati, denuncia la polizia locale, sono stati accertati illeciti sia di natura penale sia civile, dall’occupazione abusiva al furto di energia elettrica fino al sequestro di prodotti contraffatti. Così, per una parte delle famiglie residenti nelle cantine, l’operazione si è trasformata in uno sgombero. Sono stati accertati dei reati e le famiglie sono state fatte uscire in meno di un’ora. La Sala operativa sociale è arrivata solo al termine dell’operazione.

Il direttore generale dell’Ater, interpellato, spiega: “L’operazione è partita come un censimento poi sono stati accertati dei reati, come l’allaccio abusivo di energia elettrica. Dal 2010 a oggi sono state avanzate 53 segnalazioni, finalmente l’operazione è stata portata a compimento”. Nei prossimi giorni dovrebbe tenersi un incontro tra lo staff dell’assessorato all’Urbanistica regionale, il V municipio e alcuni attivisti di Asia Usb e dei movimenti per il diritto alla casa.

Valerio Romeo

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