Roma ATAC

Dipendente segnala danni alla pavimentazione per mail e rischia sanzione disciplinare

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Oltre al danno anche la beffa. Non basta dover assistere ai vari disservizi offerti dall’azienda Atac. Siamo costretti a compiere un’odissea qualora vogliamo raggiungere il centro storico tra autobus in ritardo e stazioni metro chiuse, chissà per quanto tempo ancora. Oggi ci troviamo anche davanti ad un episodio quasi goliardico. I fatti risalgono allo scorso 9 febbraio. Nel corso di alcuni lavori di manutenzione nella metro Colosseo alcuni operai hanno sostituito delle lastre di marmo della pavimentazione che erano danneggiate. Poche ore dopo, due delle pietre sono già spaccate. L'operatore di stazione segnala l'anomalia, seguendo la procedura interna prevista dalla direzione centrale manutenzione. L'operatore prontamente segnala la presenza di quelle due lastre di marmo, appena messe e già rotte, anche all'ad Paolo Simioni, suggerendo l'adozione di un materiale diverso: «Oltre a essere pericolose non garantiscono nulla in quanto a durata». Crede di aver fatto il proprio dovere. Ma in questi giorni viene convocato dall'azienda: deve fornire giustificazioni per quella mail inviata con l'account riservato al personale di stazione. La contestazione è «violazione del codice etico» Siamo all’assurdo si applica alla lettera un codice etico senza preoccuparsi di agire nell'interesse e per la sicurezza della società, giustificando l'adozione di comportamenti in contrasto con i principi indicati nel presente codice o contrari alla legge. Già nel settembre del 2018 la scure del codice etico si era abbattuta sulla sindacalista Micaela Quintavalle, licenziata dopo la partecipazione a una trasmissione tv.

Federica Romeo

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