Task Force Internazionale per dire :" NO AI RIFIUTI ! ".

Roma Capitale, 10 PASSI VERSO "RIFIUTI ZERO".

Task Force Internazionale per dire :

Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale, esordiva così nel dicembre 2016: "Meno rifiuti prodotti e più differenziata, così a roma non servirà un'altra discarica". 

Nel marzo 2017, in Campidoglio è stato dato l'ok per definire le linee di progetto. 

Oggi, abbiamo una data e una Task Force pronta ad agire.

"Roma Rifiuti Zero" prevista dal 23 al 26 ottobre è stata decisa nel corso di un incontro tra l'assessore alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari e Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy. Roma Capitale ospiterà una task force internazionale di esperti per sostenere e rafforzare il proprio percorso verso Rifiuti Zero iniziato con l'approvazione, lo scorso mese di marzo, del Piano per la Gestione Sostenibile dei materiali Post Consumo 2017-2021.

ZERO WASTE ITALY costituita nel 2009,  ha il compito di raccordare le iniziative Zero Waste italiane con le reti europee e mondiali di questo movimento-progetto. Si pone in modo complementare e non competitivo con la Rete Italiana Rifiuti Zero sviluppando principalmente il versante dell’applicazione dei 10 PASSI VERSO RIFIUTI ZERO così come definiti dalla CARTA INTERNAZIONALE DI NAPOLI della ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE. Collabora con molteplici gruppi locali fornendo contatti, competenze e formazione e coopera con il CENTRO RICERCA RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI, con AMBIENTE E FUTURO, con ANPAS NAZIONALE e con il CENTRO VOLONTARIATO E PARTECIPAZIONE DI LUCCA.

“Per la prima volta Roma si è dotata di un piano concreto e misurabile per la riduzione di duecentomila tonnellate all'anno degli scarti da smaltire in discarica o inceneritore e per portare la raccolta differenziata al 70%. Questi obiettivi e le metodologie per raggiungerli saranno al centro di un importante confronto internazionale”, afferma l'assessore alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari.

“Ad oggi, Roma rappresenta il più importante banco di prova per la strategia Rifiuti Zero che è stata già adottata con ottimi risultati da importanti metropoli nel mondo”, aggiunge Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e di Zero Waste Europe, “per questo abbiamo deciso di collaborare con l'Assessorato alla Sostenibilità mettendo a disposizione dell'Amministrazione Capitolina e di AMA un International Advisory Board di grande qualità e competenza”.

Fra i membri della TASK FORCE spicca l'azienda italiana "Contarina s.p.a."

L'International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero sarà coordinato da Paul Connett, professore della Lawrence University di Canton, e coinvolgerà: Jack Macy, coordinatore Zero Waste per la città di San Francisco; Amy Perlmutter, Zero Waste Boston; Ruth Abbe, presidente Zero Waste USA; Rick Anthony, presidente Zero Waste International Alliance; Joan Marc Simon, direttore esecutivo Zero Waste Europe; Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Italy e Zero Waste Europe; Enzo Favoino, coordinatore scientifico Zero Waste Europe; Paolo Contò, direttore Contarina Spa, Treviso. 

Contarina SpA è una società in house providing a completa partecipazione pubblica, diretta e coordinata dal Consiglio di Bacino Priula, che ne detiene la proprietà con il 100% delle quote. Si occupa della gestione dei rifiuti nei 50 Comuni aderenti al Consiglio di Bacino Priula, all’interno della provincia di Treviso, attraverso un sistema integrato che considera il rifiuto dalla produzione, alla raccolta, al trattamento e recupero, producendo un impatto positivo sia sulla natura che sulla vita dei cittadini.

Dieci passi verso Rifiuti Zero

1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.

8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.


Andrea Abate

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