COVID-19: incubazione...

COVID-19: incubazione...

Il COVID-19 ha tempo di incubazione da 4-5 giorni fino a tre-quattro settimane. Perchè, dunque, una “quarantena” di 14 giorni?
Certo, il dato “tempo di incubazione” non è stato evidente subito, tra i dati italiani. Si è, perciò, evidentemente optato per una misura di cautela che tenesse conto del tempo di incubazione più comune per i virus: 7-14 giorni.
I virologi e gli epidemiologi più attenti, però, appena verificati i primi casi clinici con accertata incubazione del virus più lunga della “media” per esso convenuta, avrebbero dovuto avvisare di questa possibilità direttamente la popolazione, tramite i comunicati quotidiani ormai regolari, oppure, più correttamente, indurre il Governo a modificare la norma imposta dal DPCM precedente.
Probabilmente i medici specialisti di riferimento lo hanno fatto, ma il Governo, circoscritto, come è sempre più evidente, nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, probabilmente ha ritenuto di non dover divulgare questo dato. Ma è un dato di importanza vitale! In senso proprio, purtroppo, questa volta. Come si è obiettato in un dibattito al Senato circa i provvedimenti sanciti dai DPCM succedutisi, “il senso comune ha prevalso sul buon senso”. Tradotto: motivi di opportunismo politico (timore del giudizio delle folle, alias degli elettori...) hanno determinato la scelta di misure “morbide”, oscurando la scelta “drastica” di fermare tutti, tutto, subito.
COVID-19, però, non procura un banale mal di pancia, né, come molti “disinformati” (in buona o cattiva fede) si sono premurati di divulgare, “un po' più di un’influenza”, bensì procura spesso una ARDS (Sindrome da Distress Respiratorio Acuto) che in altissima percentuale è mortale.
Io, cittadina Italiana, mi appello all’articolo 32 della Costituzione della Repubblica di cui faccio parte. Questo diritto sancito dalla Costituzione, però, mi è stato negato. Non hanno ottemperato a questo Articolo, a riguardo del Popolo Italiano, proprio i rappresentanti dello Stato! Infatti, detti Rappresentanti, per tutelare la salute degli Italiani, avrebbe dovuto tener conto, con Decreto del PCM, correttivo del precedente, del tempo massimo di incubazione del COVID-19, cioè 3, anche 4, settimane, ergo: “quarantena”, per Decreto, di giorni 21, più correttamente 28, a decorrere dal giorno dell’ultimo o unico contatto certo di un soggetto con un altro, positivo.
In India, la quarantena è stata normata subito con durata 21 giorni. In Italia, invece, si è prontamente accesa una discussione politica sulle competenze Stato-Regioni in materia di Sanità. Bene come stiamo, il che ha permesso alla Lombardia di stabilire a 28 giorni la quarantena per i soggetti positivi. Norma minuscolamente migliorativa, ma migliorativa, rispetto, per esempio, al fatto che la normativa nazionale stabilisce per tutti il termine della quarantena obbligatoria domiciliare al 14° giorno, anche per i soggetti sospetti solo clinicamente, in assenza di tampone! Come dire se sono pazienti realmente positivi? Ci si interroga sul perché in Italia abbiamo avuto così tanti decessi... Ecco, questa (a parte altre considerazioni circa il confusissimo modo di conteggiare i morti in relazione ai contagiati ricoverati, i decessi rapportati ai tamponi positivi ove se e quando eseguiti, l’indice di letalità identificato quale indice di mortalità, ecc. ecc. ecc.) ne è una delle cause. Non è stato tempestivamente valutato correttamente il tempo di incubazione, per cui non è stata circoscritta l’infezione, quindi non si è interrotto il contagio (a proposito: non si era detto che i Cinesi ci avevano fornito i loro dati...?).
Conseguentemente, si è lasciato che circolassero liberamente, tra i soggetti negativi, soggetti positivi asintomatici o paucisintomatici, soggetti ancora positivi e soggetti, come oggi sappiamo, già reinfettati (l’immunità, tanto imprevedibile... in ogni accezione...).
I tamponi, questi sconosciuti... ma questo è un ulteriore capitolo...

Lucrezia Cutrufo

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